Natale 2021

 NATALE  2021  

         …È questa la verità con cui ci dobbiamo confrontare! Dobbiamo lavorare per cambiarci, per cambiare il mondo, la storia con gli strumenti adatti a cambiare la cultura nostra, la nostra mentalità. Se quello del Vangelo è un annuncio che nonostante il passar dei secoli non siamo riusciti ad assorbire come altre forme culturali, ma emerge sempre, ci sta davanti come se fosse annunciato oggi, è perché ci propone un radicale cambiamento, ci dice che se noi cerchiamo Dio nelle stelle non lo troviamo, se cerchiamo Dio nei nostri sogni devoti, non c'è. Dobbiamo cercare Dio nel bambino che nasce oggi e che chiede, lo sappia o no, un mondo in cui la vita è accolta, in cui si canta gloria attorno alla vita che nasce, non attorno ai carri dei trionfatori. Questo Dio, se ha un nome, ha il nome dell'uomo, dell'uomo debole, nato fuori della città. Questo è il messaggio del Natale. Ditemi che è antico! Non è antico. È di oggi, è di questa mattina, perché sopravanza le nostre strategie di pace e di giustizia, è al di là, nella sua esigenza di totalità, e insieme è al di qua, perché ha la dimensione della culla in cui è il bambino che noi guardiamo con occhi commossi, ha le dimensioni del desco familiare. Noi vorremmo un Dio grande, onnipotente, un Dio degli eserciti, no! Egli ci delude, passa attraverso le piccole cose della vita, ed è proprio a quelle cose che la nostra culla è inadatta, perché in noi è la volontà di potenza, che alligna perfino nel più sprovveduto degli uomini, in quanto i generali insegnano ai caporali come si fa a essere prepotenti. Noi non riusciamo a sentire il passo di Dio; attendiamo l'uragano e Dio viene verso di noi con passo di colomba, con semplicità silenziosa, con i segni della pace. Dobbiamo cambiar cuore in questo senso. Lo so nella sua genericità il mio messaggio è come vuoto. Si tratta di calarlo poi nelle mediazioni minuscole del quotidiano e in quelle più vaste delle scelte pubbliche. Ma rimanga fermo nel nostro cuore il messaggio insanguinato di questo Natale, perché c'è un Erode dietro tutte le stragi e quando le vittime sono sicuramente degli innocenti - ed è il caso - allora veramente questo Erode diventa come il simbolo del male che è nel mondo. In un mondo simile, Dio è un profugo, è un escluso. Non abita nel Pretorio né nel Sinedrio. Come dice la Scrittura: «Giuseppe entrò in Giudea, ma aveva paura e se ne andò verso Nazareth». I genitori di Gesù sono persone impaurite …Questa è la verità del Dio che entra nella storia. Il resto è mitologia.

                                         Ernesto Balducci – da: “Il Vangelo della pace” – vol. 2