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11 Maggio 2014 – 4^ DOMENICA DI PASQUA – Anno A

11 Maggio 2014 – 4^ DOMENICA DI PASQUA – Anno A

Vale più una coscienza che un megatone. Una coscienza è come la dinamite dell’universo che si muove secondo amore.

 

PRIMA LETTURA: At 2, 14a.36-41- SALMO: 22- SECONDA LETTURA: 1 Pt 2, 20b-25 - VANGELO: Gv 10, 1-10

 

...Basare la sicurezza nella forza significa andare verso la catastrofe. Sono maturi i tempi perché si cambi rotta, perché si punti sulla spontaneità, sul consenso sulla libertà, sul rispetto della coscienza altrui e sulla eguaglianza economica perché non ci sia tra di noi nessuno che abbia bisogno. Fino a che nella comunità umana c’è qualcuno che ha bisogno e qualche altro che naviga nell’abbondanza c’è violenza interna. Né si tiene compatta la famiglia umana con le armi, anzi esse allargano il divario tra chi naviga nell’abbondanza e chi muore di fame. Queste cose sono di una evidenza assoluta. Noi dobbiamo predicarle: questo è il Vangelo. Il Vangelo non è – come dicevo all’inizio – uno stupendo miraggio per anime privilegiate che si isolano dal mondo e cantano alleluja, è un messaggio che colpisce il mondo nel cuore. Chi lo accoglie sa che si assume la responsabilità di modificare il mondo: per questo si muore crocifissi. Per i solitari che vanno via dal mondo, il mondo prepara oasi, li stipendia. Esso ha piacere che gli scontenti siano buoni e pensino all’al di là. Questo Vangelo è cominciato col sangue versato dal Maestro perché Egli ha preteso di dire una parola che vale per tutte le creature, da un confine all’altro della terra. Questa è l’universalità di pace che dal Vangelo traluce e che si condensa, così la sento nel messaggio di oggi, in un impegno alla mitezza, a non rispondere all’oltraggio con l’oltraggio – questo lo sanno fare tutti, è sempre stato fatto con i risultati che vedete – che non risponde con violenza alla violenza – è antichissimo, questo metodo, e vedete dove ci porta –, ma risponde con la mitezza alla violenza, alla bruta forza col ragionamento dignitoso, fermo ai ritmi interni della coscienza morale. Lo so, questo significa scegliere vie deboli. Ma le altre sono forti? Vale più una coscienza che un megatone. Una coscienza è come la dinamite dell’universo che si muove secondo amore. Dobbiamo avere questa fede, resa più facile dal fatto che la storia che abbiamo alle spalle è un tale cumulo di errori, di cedimenti all’insegnamento di Satana, che è l’insegnamento omicida della violenza. Arricchiti da questa esperienza negativa, quando nel nostro intimo, ascoltando la Parola del Vangelo, anche noi diciamo: «che dobbiamo fare, o fratelli?» la risposta l’abbiamo già. Dobbiamo scegliere, in tutti i sensi e in tutte le dimensioni e in tutti i momenti, le vie della pace.

 

Ernesto Balducci – da: “Il Vangelo della pace” vol 1 – Anno A